domenica 4 marzo 2012

Non chiamate violenti quei servi ribelli

Ridurre tutto ciò che riguarda la libertà e i diritti del popolo a una questione di ordine pubblico, di violenza, di scontro, fa solo il gioco dello Stato per far sì che si alimenti la guerra fra poveri e si mistifichi ogni verità. E' come se, nel corso di una vita da automobilista sereno e impeccabile, si criminalizzi il pilota e la sua stessa esistenza per l'unico incidente che magari ha dovuto subire o che non ha potuto evitare. Chi invece si caratterizza per la violenza insita e connaturata è proprio lo Stato. Facile, per chi detiene il controllo dei media, far credere alla gente tutto il contrario di ciò che invece è, e in questo modo far accettare ulteriori leggi coercitive con l'ipocrita parolina 'sicurezza' che sa proprio di presa per il culo, perché tale è.
A me non sembra proprio che il popolo (in sé) abbia natura violenta, se così fosse il genere umano si sarebbe estinto da un bel pezzo, semmai il popolo può diventare violento se viene attaccato o oppresso da un'autorità, da un'istituzione. Gli episodi di 'violenza per difesa' non possono essere confusi con la 'violenza tout-court', non possono essere un marchio di fabbrica, un sigillo genetico apposto dalla Natura. Tu lascia il popolo libero di auto organizzarsi e di gestirsi la propria vita, libero di crearsi un contesto libero, e in quel contesto vedrai crescere individui che non avranno in testa alcun desiderio di dominio e non penseranno ad eleggersi capi e sovrani. Il mondo è progredito senza lo Stato soltanto grazie al mutuo appoggio, allo scambio di informazioni tra popoli, alla cooperazione. Non c'era violenza nel mondo prima dell'imposizione degli Stati (vedi Società gilaniche). Non è un caso.
Si dirà forse, pensando in modo superficiale, che nelle proteste si possono vedere atti di violenza gratuita e che questo dimostra che il popolo, o parte di esso, è violento. Quelli che pensano in questo modo dovrebbero fare il 'gioco del perché', fino a capire che se un sanpietrino vola nel cielo apparentemente senza motivo, è perché certe rabbie covano da tempo sotto il peso delle oppressioni, dei licenziamenti, dei maltrattamenti, dei soprusi, dei diritti rubati. Allora, tu prova invece a eliminare alla radice la causa principe di questi soprusi, e vedrai che non volerà mai nessun sanpietrino, anzi, non ci sarebbe neppure il bisogno di protestare. E contro chi? L'essere umano è nato per vivere, non per protestare, pensaci bene.
L'origine di ogni crimine è lo Stato. Lo dice la Storia. Tu non creare padroni, e di conseguenza non avrai servi, nel cui seno ve ne saranno sempre di ribelli per difesa, per diritto, per resistenza, per dignità, per amore dell'umanità e della libertà. Non chiamate quei servi ribelli 'violenti', anzi seguiteli. La vera violenza è altrove.

mercoledì 7 dicembre 2011

Bombe nucleari in Italia. Nessun governo le toglie, lo Stato li ringrazia.

Sono circa 200 le bombe gravitazionali B61, armi nucleari tattiche americane ancora attive, in Belgio, Germania, Italia, Olanda eTurchia. Si pensa che in Italia ce ne sia il numero maggiore. Anche se ritenute obsolete dal punto di vista tattico, le B61 rimangono ordigni pericolosissimi. Dal momento che gli Stati sono organismi che si riconoscono nelle armi e nelle guerre, i vari governi sono sempre accondiscendenti alla conservazione e alla proliferazione delle armi, in import e in export. Nessun governo ha rivelato il vero numero di queste bombe in Italia, la Francia si rifiuta di toglierle.

mercoledì 16 novembre 2011

Il censimento viola la tua privacy, ecco perchè.

Non esiste alcuna tutela della privacy in merito al censimento. Ormai è cosa certa. Ho scritto a infocens2011@istat.it e ho anche parlato con alcuni 'rilevatori comunali'.
I questionari vengono aperti già in sede comunale, le risposte vengono lette e registrate una ad una, poi inviate alla sede centrale. Gli addetti a tale esercizio di spionaggio (rilevatori comunali) sono persone residenti nel vostro stesso comune.


Passate parola. divulgate il link. Informate le associazioni dei consumatori, i sindacati, gli avvocati, chi volete voi.

Per info più dettagliate

domenica 13 novembre 2011

Cultura mutilata

La filosofia politica è una materia in cui l'apporto dei pensatori anarchici è stato fondamentale, poiché sul perno della libertà (vera o presunta) gira tutto l'impianto della gestione sociale. Ma ciò che viene propagandato nello studio della filosofia politica (ma non solo) è sempre e soltanto una falsa idea di libertà. Non far conoscere Bakunin o Godwin, ad esempio, è un crimine; tenere segreti nomi eccellentissimi del pensiero umano, solo perché rivelano l'ipocrisia dello Stato, è inaccettabile.

martedì 1 novembre 2011

La forza concreta dell'anarchia, altro che utopia!

Se lo Stato con le sue istituzioni non si mettesse di mezzo, gli anarchici saprebbero insegnare a tutti i cittadini il loro modello di gestione sociale, tanto antico quanto efficace. Ma siccome il mutuo appoggio dei popoli è la base dell'autogoverno, allo Stato non conviene far scoprire il 'come si vive in libertà', meglio l'oppressione gerarchica e la burocrazia, meglio i privilegi delle caste, meglio le leggi coercitive.
Così, mentre purtroppo L'Aquila è ancora disastrata per colpa della malagestione statale, nel mondo e nella Storia continuano a manifestarsi eclatanti esempi di efficienza del modello anarchico. Esempi tutti nascosti dai media. Ma se leggete il libro di Colin Ward 'Anarchia come organizzazione', potete scoprire da soli che quello che è avvenuto oggi a Mulazzo è una pratica costante in tutti i luoghi del mondo ove questa pratica si è resa necessaria e soprattutto quando le istituzioni dello Stato, per vari motivi, non esistono o sono in crisi. L'anarchia è viva ed è un esempio concreto di politica-altra, più umana. Altro che utopia!
Là dove c'è un anarchico troverete sempre un fratello, ricordatelo sempre, e non credete alle menzogne della tv.

lunedì 31 ottobre 2011

Appello a tutti i commercianti: alzare i prezzi per i politici

Va bene, cogliamo al volo la grande idea delle 30 pizzerie napoletane che hanno deciso di far pagare 100 euro la pizza ai parlamentari (facendo poi beneficenza per i più poveri), al fine di esortare tutti i commercianti, di tutti i tipi, ad applicare la regola del libero mercato, applicando tariffe diversificate, quelle più alte riservate naturalmente ai parlamentari e a quanti vivono di gran rendita o con un lautissimo stipendio.
Mi pare una giusta ed equa soluzione. Loro hanno creato la crisi, e loro la pagano o, almeno, ci aiutano a pagarla. Perciò, lancio da questo blog l'iniziativa, sulla scia della proverbiale creatività napoletana. Visto anche che la legge non è mai stata uguale per tutti, perché a rimetterci è sempre stato il più povero, stavolta la legge non sarà lo stesso uguale, ma a rimetterci saranno i ricconi (per una volta). Sotto coi nuovi listini!

Diffondi diffondi diffondi

Aggiornamento: adesso anche a Roma una gelateria ha esposto un cartello: 'per deputati e senatori il gelato costa 30 euro - per beneficenza'

sabato 29 ottobre 2011

Carabinieri si nasce?