
A me non sembra proprio che il popolo (in sé) abbia natura violenta, se così fosse il genere umano si sarebbe estinto da un bel pezzo, semmai il popolo può diventare violento se viene attaccato o oppresso da un'autorità, da un'istituzione. Gli episodi di 'violenza per difesa' non possono essere confusi con la 'violenza tout-court', non possono essere un marchio di fabbrica, un sigillo genetico apposto dalla Natura. Tu lascia il popolo libero di auto organizzarsi e di gestirsi la propria vita, libero di crearsi un contesto libero, e in quel contesto vedrai crescere individui che non avranno in testa alcun desiderio di dominio e non penseranno ad eleggersi capi e sovrani. Il mondo è progredito senza lo Stato soltanto grazie al mutuo appoggio, allo scambio di informazioni tra popoli, alla cooperazione. Non c'era violenza nel mondo prima dell'imposizione degli Stati (vedi Società gilaniche). Non è un caso.
Si dirà forse, pensando in modo superficiale, che nelle proteste si possono vedere atti di violenza gratuita e che questo dimostra che il popolo, o parte di esso, è violento. Quelli che pensano in questo modo dovrebbero fare il 'gioco del perché', fino a capire che se un sanpietrino vola nel cielo apparentemente senza motivo, è perché certe rabbie covano da tempo sotto il peso delle oppressioni, dei licenziamenti, dei maltrattamenti, dei soprusi, dei diritti rubati. Allora, tu prova invece a eliminare alla radice la causa principe di questi soprusi, e vedrai che non volerà mai nessun sanpietrino, anzi, non ci sarebbe neppure il bisogno di protestare. E contro chi? L'essere umano è nato per vivere, non per protestare, pensaci bene.
L'origine di ogni crimine è lo Stato. Lo dice la Storia. Tu non creare padroni, e di conseguenza non avrai servi, nel cui seno ve ne saranno sempre di ribelli per difesa, per diritto, per resistenza, per dignità, per amore dell'umanità e della libertà. Non chiamate quei servi ribelli 'violenti', anzi seguiteli. La vera violenza è altrove.
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